« Sugli articoli di repubblica del 18.12.2009 | abolire l'ergastolo »
dalle 22.00
ROSSOPANE - COX18 MILANO RESISTE 22 13
p r e s e n t a z i o n e
# 4 r o s s o p a n e
CIRCO
E
FIERA
DI
QUEL
CHE
ACCADE
QUI
DJSETTERS
E
IL
FELICE
FACCIAMO
TUTTO
DI
ROSSOPANE
enrico e l'hymalaya.robi l'italiano al leo.cliamte justice action.alex foti.naga.iran e l'onda verde.provocoazioni.compagnia teatro della fretta.rossopane parla di rossopane.a.t.i.r.cox18.calusca.archivio primo moroni.ubi broki.le alici.asilo e la costituzione.le froce.la froge.magliette di naki.pensieri di iori.aut art.sciame.compagnia di danza fattoria vittadini.compagnia delle furie.blues men.i jazzisti del vicolo dei lavandai.roberta con il piffero a suonare il tango e vivaldi.l'islam all'ortomercato.lifegate no.milano x.agenzia x.xxx.il tube autogestito.il sud del mondo.una drag queen sola e truccata da maura.due drag queen sole acconciate da mariasole.presentazione del #4rossopane.casa strasse.tonno e il suo koala.che cos'è il teatrodanza.l'amicizia è importante.biblioteca vivente.ingresso a sottoscrizione.palline dell'ikea.banane e telefoni.rap d'oltreoceano.angolo della tisana.we could be lovers.economisti a confronto.disegni d’aria.inviti falsi.rossopane.ikea signiDica “fai da te”.DIY (?) !!!
info / info@rossopane.org / oppure www.rossopane.org / o p p u r e g o o g l e u s .
2015. E’ giunta l’ora. La Moratti ce l’ha fatta, tutti i riDlettori sono puntati su Milano. A qualcuno piace chiamarla la capitale della moda, o dell’architettura, o vantarsi della sua internazionalità, e in fondo come dargli torto? Sono tutti questi fattori infatti ad aver contribuito alla preparazione dell’Expo. Con il patrocinio di Armani e la supervisione di Art Attack, grazie a una task force formata da immigrati e precari senza alternativa, maDia e architetti arrivisti, tutti i cantieri a cielo aperto (...tutti) sono stati rattoppati con cartapesta e forbici con la punta arrotondata. Milano splende come un gioiellino di cemento. Niente kebab, niente bici, niente birre per strada, niente musica alta...l’epurazione è riuscita talmente bene che l’Expo si svolge in una città dimezzata. Gli unici rumori che si sentono sono quelli del trafDico e delle sirene coprifuoco per la sera. Rimangono solo gli over 40, i ricconi cocainomani, qualche cane randagio e qualche turista giapponese. A niente sono valsi le proteste e i tentativi di attivisti e artisti milanesi per evitare di essere espropriati della loro stessa città: I Ministri hanno suonato nudi davanti a Palazzo Marino; i vecchietti del Bellezza si sono incatenati alla pista della balera; Lella Costa ha promesso di votare la Lega in cambio di più spazi verdi.Anche rossopane ha tentato di dare un suo contributo alla lotta, in primo luogo ritirandosi in campagna da una zia (rossopane crede nella partecipazione e nella condivisione, anche dei parenti), a chiedersi “Che cos’è fare cultura?”. Ogni pagnotta ha declinato l’interrogativo a modo suo, c’è chi tra un libro di Vittorini e uno di Pasolini si è chiesto “Qual è il ruolo dell’intellettuale nella società?”, e chi l’ ha interpretato come “occupa la biblioteca della zia perché la cultura deve essere fruibile da tutti”. Ad ogni modo tutto rossopane è giunto alla conclusione più ovvia, ma che nessuno aveva osato mettere in pratica. Se fare cultura implica arrivare al maggior numero di persone e con strumenti efDicaci, allora la televisione deve fare cultura. Già. Rossopane deve servirsi della televisione. Vero. Ma Come?...Partecipando al Grande Fratello! (o okkupandolo, come si è lasciato credere a Nura). Ma neanche questo è servito, e rossopane dopo aver cercato di introdurre il diy, la pratica di battersi il cinque alto per ogni cosa e mille appelli per salvare Milano in diretta su canale 5, è stato sbattuto fuori dalla casa in blocco per ubriachezza molesta. E così, infrante tutte le speranze (diffondere il verbo nel Belpaese, vincere il Grande Fratello e scappare in Giamaica coi soldi, ma anche banalmente avere una casa senza pagare l’afDitto), i rossopanini hanno raggiunto il resto della comunità attivista cultural milanese, che si è rintanata a vivere alle porte di Milano nell’unico cantiere dimenticato aperto e l’unico dove si prenda il wireless a scrocco, quello di Santa Giulia. La Moratti nel frattempo è felice come una pasqua. Potrebbe essere in pensione, e invece è il sindaco di una città. Si parla di Milano su tutti i giornali esteri (come non importa, l’importante è apparire come ben insegna il folklore politico dominante). Ha una storia segreta con De Corato, anche se litigano spesso perché lui chiude sempre tutte le porte e costruisce trincee con le sedie del salotto. Ha raggiunto tutti i traguardi che si era preDissata ed ha appena pubblicato una biograDia dal titolo “O la va o la spacca”. E’ talmente attenta alle esigenze della sua città e va talmente tanto in giro che manco si è accorta che Milano sembra un ipermercato spagnolo nell’ora della siesta. Non c’è più nessuno a romperle le balle, e questo basta e avanza. Tra i parcheggi e le “soluzioni abitative” di Santa Giulia intanto la situazione non è delle più confortevoli: è quasi Dinita la vodka, e il










