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Treni sorvegliati

Treni sorvegliati – Rifugiati italiani, vite sospese (Cooperativa Colibrì, Milano 2008)
Titolo originale Vingt ans après (Nautilus – Paris, 2003)
Edizione italiana curata e aggiornata dal Collettivo La Commune
Il libro lo trovi in Calusca, in via Conchetta 18, lo puoi ordinare alla Colibri Edizioni, oppure puoi scaricarlo in formato pdf

 

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Vige, a proposito dei conflitti degli anni Sessanta e Settanta, un dispositivo che implacabilmente vieta la parola a chi a quei conflitti ha partecipato non pentendosene, ossia senza barattare con ruoli istituzionali – nei giornali, nei partiti, nei sindacati, ad esempio – la propria abiura.
Abiura totale e radicale al punto da assumere la forma parodistica della conversione.
Chi, invece, si è rifiutato di sottoporsi a questo procedimento inquisitorio, chi, cioè, si è sottratto all’ossessiva e sempre ribadita presa di distanza, non solo dagli eventi, ma dall’idea stessa della possibilità della radicale trasformazione dell’esistente è stato da destra e da sinistra indifferentemente trattato come il nemico, sul quale lo stato può impunemente esercitare la sua violenza e la sua vendetta.
Vendetta infinita, se è vero che i “rifugiati” italiani continuano a costituire un’emergenza sanabile solo seppellendoli, dopo trent’anni, in carcere, come ripetutamente pretendono vittime, giornalisti, politici e magistrati.
La traccia, se pur labile, di una nuova lotta diventa l’occasione per evocare e rinnovare la “paura degli anni Settanta” e degli “anni di piombo” o, comunque, essa appare come un’intollerabile violazione delle regole della democrazia, divenuta ormai la forma politica più adeguata a rappresentare gli orrori dei nostri tempi.
Qualunque manifestazione, pertanto, che fuoriesca dalle regole saldamente stabilite, viene accolta come una “minaccia terroristica” che giustifica la guerra, dove quest’ultima – condotta dagli stati indifferentemente, ormai, all’interno contro i propri “cittadini” o all’esterno – diventa forma di governo delle contraddizioni sociali.

 

INDICE
Introduzione La Commune 5
Cattive memorie G. Agamben 10
Stato di diritto e Stato penale F. Demichel 12
Le trasformazioni del processo penale H. Leclerc 15
Gli anni Settanta: schiacciati tra l’incudine dell’oblio e il martello della lotta armata I. Sommier 19
Risentimento, vendetta, non senso, clemenza: quali gli effetti postumi della lotta armata? S.Wahnich 24
Poco a poco Carl Schmitt 32
La società della paura – aforismi 35
Ecclesiaste 36

ESILIO
Esilio P. Cacucci 39
Al “Bell’Antonio” D. Simonnot 42
Lettera dall’esilio A. D’Agostini 44
Parlo a te … 46
A Sergio Spazzali V. Guagliardo 48
François Mitterrand 49
L’ospitalità J. Derrida 50
Storie Francesi I.Terrel 52
Riceviamo … O. Scalzone 54
Rifugiati italiani: istruzioni per l’uso 58
Portfolio V.Solari 60
Figlia dell’Utopia V.Solari 62
Controtempo 72
Lettera di Marina Petrella 74
Marina amica mia F. Marrucchelli 76
Caro Paolo Elisa 78
Cara Elisa P. Persichetti 81
Lettera a “Le Monde” E. De Luca 85
A oltrepassar voi foste F. Vailati 87

INTERMEZZO
La stanza vuota N. Vallorani 89
Una storia di strada E. De Luca 96
Bologna, 11 marzo ‘77 99
Appello degli intellettuali francesi per il convegno di Bologna sulla repressione in Italia 104

PENALE
La legislazione in materia di lotta al “terrorismo”, una perenne condizione di emergenza 107
Abolire l’ergastolo Collettivo per l’abolizione dell’ergastolo 116
L’ergastolo merita solo un’invettiva U. Giannangeli 118
310 ergastolani inviano un appello per l’abolizione dell’ergastolo – lettere 122
Saluto di Roberto Silvi 128