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programmazione

Nessuna guerra, se non di classe! / 14-02-2026

Calusca City Lights
via conchetta, 18 milano
ospita

Presentazione dei
Comitati internazionalisti contro la guerra,
per la guerra di classe:

assemblea pubblica sabato 14 febbraio
alle ore 16.00

Nessuna guerra, se non di classe!
Chiamata all’azione contro la guerra e le
altre catastrofi del capitale.

COMITATI INTERNAZIONALISTI CONTRO LA GUERRA

41bis / 11-02-2026

 

Alfredo Cospito è rinchiuso in regime di 41bis dal maggio 2022. Dall’ottobre di quell’anno all’aprile successivo, portò avanti uno sciopero della fame contro il 41bis e l’ergastolo, sciopero ch’ebbe una grossa eco e contribuì a squarciare il velo sulle condizioni di non-vita imposte da quel regime.

Oggi, dopo quattro anni in 41bis Alfredo si trova di fronte alla prospettiva di vedersi affibbiare una proroga per altri due anni; per questo riproponiamo Pensare l’impensabile tentare l’impossibile, un libro apparso proprio alla fine del suo sciopero della fame e contenente vari interventi di approfondimento sul carcere, le sue politiche e i suoi regimi.

Sarà presente Maria Teresa Pintus, avvocata, per aggiornarci sulla situazione di Alfredo, su quanto è avvenuto in questi anni circa il 41bis, sulle storie di non-vita e sui tanti ricorsi fatti contro il regime.

Durante lo sciopero della fame condotto da Alfredo innumerevoli furono le iniziative di solidarietà, tra queste il corteo a Milano dell’11 febbraio 2023. Ci saranno quindi aggiornamenti sul processo a carico dei compagni inquisiti e già giudicati in primo grado per quella manifestazione.

A seguire: confronto su come riprendere parola sul 41bis e rilanciare la mobilitazione.

11 febbraio 2026 > CSOA Cox 18 > via Conchetta 18 > ore 20,30
Prima: aperitivo benefit > ore 19,00.

CSOA Cox 18 – Archivio Primo Moroni – Calusca City Lights

Armonika / 25-01-2026

𝑻𝒊 𝒂𝒄𝒄𝒐𝒍𝒈𝒐

𝗔𝗿𝗺𝗼𝗻𝗶𝗸𝗮 ♡ 𝗖𝗼𝘅𝟭𝟴
Domenika 25 Gennaio 2026
16:00 – 00:00

nel nostro sfavillante equivoco.
Sotto a un ipocrita cielo libero proviamo stupore per le cose ancora possibili.
Perchè ancora possiamo avvolgerci intrepidi nell’enorme bugia.

A passi densi ti accompagno, sprofondando su un terreno lunare.

Lunari, ma come fossero da sempre nel mondo sono gli OvO, ti guardano dentro senza nessuna paura, ripescano il mistero più antico del tuo stomaco e ne fanno rituale, intrecciando noise, metal, doom e punk.

Rimbalzando tra il lisergico e l’industriale A-Tweed trova l’essenziale tra l’acid weird downbeats, la cosmic disco e la tribal techno.

Il Duo Mire con “Em Todos os Cantos há Música” scava nella miniera di suoni, paesaggi e brani popolari del nord est del Brasile .

E poi c’è Marvu, trasversale collezionista, folletto di altri pianeti, che senza dubbio scorgerai tra le tue gocce di sudore.

Prima di andartene dimmi nell’orecchio la tua più grande bugia.

Ingresso a sottoscrizione
C.S.O.A. Cox18 – Milano
Via Conchetta, 18
Apertura porte ore 16:00

GAZA: Doctors under attack / 18-01-26

36 ospedali completamente rasi al suolo;
1677 operatori sanitari uccisi dal 7 ottobre 2023 a settembre 2025;
90 sanitari detenuti nelle carceri israeliane.

– Rete Tanta salute a Tutti/e
– Sanitari per Gaza
– Csoa Cox 18

ore 16.00: – Presentazione del Bollettino n. 8 della
Rete Tanta salute a Tutti/e;
ore 19.30 aperitivo;
ore 20.00 proiezione: GAZA DOCTORS UNDER ATTACK

qui il link al Bollettino numero 8

e qui all’elenco completo dei numeri del Bollettino Tanta Salute a tutti

Il grande gioco / 17-12-2025

Mercoledì 17 Dicembre alle ore 21.00
@CSOA Cox18, via Conchetta 18, Milano
Presentazione e proiezione del film: IL GRANDE GIOCO / il rovescio delle medaglie olimpiche
Film della Rete Collettiva C.I.O.

 

Mentre Milano e Cortina si preparano a ospitare i tanto celebrati Giochi Olimpici Invernali del 2026 sbandierando valori come sostenibilità e cooperazione, una rete di attivistə si batte nei territori per spiegare come in realtà in questo grande evento vinca solo il business di pochi: una città che grazie alle Olimpiadi attira enormi flussi di capitali internazionali che rendono sempre più costoso e difficile viverci; che smantella lo sport pubblico in favore di investimenti sportivi a beneficio dei privati (che in realtà sportivi non sono, ma a beneficio dei privati sicuramente sì); che esporta anche nei delicati ecosistemi montani il suo modello di sviluppo (quello dell’iper-turismo legato allo sci alpino) miope perché i cambiamenti climatici lo hanno reso senza futuro, predatorio e distruttivo di risorse ambientali.

Anche se nessuno ha mai chiesto alle comunità interessate cosa pensano di queste Olimpiadi e se sono disposte a ospitarle nei propri territori, queste comunità hanno deciso di non essere più spettatori passivi e di partecipare al grande gioco olimpico. Da questa esperienza nasce il film documentario Il grande gioco. Il rovescio delle medaglie olimpiche, che racconta la battaglia della rete C.I.O. contro la gigantesca macchina retorica di Milano-Cortina 2026. Pensato come un film diviso in tre atti (o ”round” di una partita), ciascun “round” affronta un tema specifico: nel primo il campo di gara è quello cittadino, e più precisamente lo spicchio di città che va dallo Scalo Romana, dove si trova il villaggio olimpico, fino al quartiere di Corvetto. Qui si gioca la partita sociale più importante, fra render di nuovi e lussuosi progetti abitativi e pulsioni speculative e securitarie che mirano ad allontanare i vecchi abitanti. Il secondo round si concentra sullo sport, con l’utopico-ma-non-troppo obiettivo di riprenderci la città attraverso la pratica di uno sport popolare, inclusivo e dal basso che sconfessi quel modello di privatizzazione sportiva portato avanti dalle Olimpiadi. Mentre nel terzo e ultimo round il campo di gara si sposta in montagna, uno scenario in cui gli e le attivistə dei C.I.O. sono impegnati nel tentativo di cancellare le tracce di uno sviluppo cementizio e divoratore di risorse (gli impianti abbandonati di Cesana Torinese e Pragelato per le Olimpiadi di Torino 2006 ci ricordano qualcosa?) per restituire alla montagna il suo scenario migliore, e poi provare a immaginare insieme un futuro che sia finalmente alla nostra e alla sua portata.

Il progetto di documentario Il grande gioco nasce come laboratorio collettivo all’interno della rete di C.I.O. È un progetto durato circa due anni, totalmente autofinanziato, e composto da filmmakers, lavoratorə, ricercatorə e studentə universitariə. La particolarità del progetto – che lo differenzia dagli altri approfondimenti giornalistici sul modello dei grandi eventi olimpici – è che si tratta di un racconto fatto dall’interno e in presa diretta di un percorso politico in costruzione, con tutte le difficoltà e le incertezze che questo porta con sé.È un modo di fare cinema che parte dal basso, che ci vede allo stesso tempo “partecipanti” e narratori, e che per questo necessita di una presenza costante sul territorio e di un continuo processo di riflessione e confronto con la realtà rappresentata. Il laboratorio si è occupato in modo condiviso di tutte le fasi: ricerca, scrittura, riprese e montaggio secondo principi di orizzontalità e inclusione.
Per tuttə, è un atto di fede nel potere dell’immaginazione e nell’intelligenza collettiva.