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INIZIATIVE DELLA SETTIMANA

MERCOLEDI’ 14 GENNAIO

Chi fa da sé fa per tre
ore 20.30 proiezione del film

To Kill a War Machine
[documentario, regia di Hannan Majid e Richard York, GB, 2025, 1h 18m]

Il film, To Kill a War Machine, tratta delle azioni dirette in Gran
Bretagna del gruppo Palestine Action contro Elbit System, azienda
israeliana produttrice d’armi, e contro aziende complici di israele.[…]

DOMENICA 18 GENNAIO

– Rete Tanta salute a Tutti/e
– Sanitari per Gaza
– Csoa Cox 18

ore 16.00: – Presentazione del Bollettino n. 8 della
Rete Tanta salute a Tutti/e;
ore 19.30 aperitivo;
ore 20.00 proiezione: GAZA DOCTORS UNDER ATTACK

Chi fa da sé fa per tre / 14-01-2026

To Kill a War Machine

[documentario, regia di Hannan Majid e Richard York, GB, 2025, 1h 18m]

 

Non potendo più sopportare di vedere morire fratelli e sorelle in Palestina e stanchi di continuare a chiedere ai politici di smantellare le fabbriche d’armi, ci siamo andati e le abbiamo smantellate noi.

Mercoledì 14 gennaio 2026, h. 20,30

¶ proiezione del documentario “To Kill a War Machine” sulle pratiche di azione diretta contro l’industria bellica realizzate in Gran Bretagna dal gruppo Palestine Action

¶ aggiornamenti in collegamento con attivisti inglesi sullo sciopero della fame dei membri di Palestine Action arrestati

~*~

Il film, To Kill a War Machine, tratta delle azioni dirette in Gran
Bretagna del gruppo Palestine Action contro Elbit System, azienda
israeliana produttrice d’armi, e contro aziende complici di israele.
Non potendo più sopportare di vedere morire fratelli e sorelle in
Palestina e stanchi di continuare a chiedere ai vari politici di
smantellare le fabbriche d’armi, siamo andati e le abbiamo smantellate
noi.”
Dopo gli arresti di 33 attivisti e la decisione del governo di
dichiarare Palestine Action organizzazione terroristica, i prigionieri
hanno proclamato uno sciopero della fame iniziato il 2 novembre 2025, “quando lo stato nega giustizia, siamo obbligati ad agire”.

GAZA: Doctors under attack / 18-01-25

36 ospedali completamente rasi al suolo;
1677 operatori sanitari uccisi dal 7 ottobre 2023 a settembre 2025;
90 sanitari detenuti nelle carceri israeliane.

– Rete Tanta salute a Tutti/e
– Sanitari per Gaza
– Csoa Cox 18

ore 16.00: – Presentazione del Bollettino n. 8 della
Rete Tanta salute a Tutti/e;
ore 19.30 aperitivo;
ore 20.00 proiezione: GAZA DOCTORS UNDER ATTACK

qui il link al Bollettino numero 8

e qui all’elenco completo dei numeri del Bollettino Tanta Salute a tutti

La terra trema Fiera Feroce / 10-01-2026 11-01-2026

10 e 11 GENNAIO 2026

LA TERRA TREMA

Fiera Feroce di vini, cibi, anime erranti
CSOA COX 18 ∙ Milano
Terza stella della prima costellazione

Scruta bene il cielo, già brilla un piccolo e potentissimo astro
Il 2025 è stato «un anno per noi assurdo e vagabondo, genocida, repressivo, liberticida». Siamo state/i cacciate/i da Milano per mano dei signori e dei capitali della gentrificazione maledetta e del dio cemento, con la complicità di Sala e la sua amministrazione. Estromesse/i dalla città abbiamo osato quel che sembrava impossibile, portando la 𝐅𝐢𝐞𝐫𝐚 𝐅𝐞𝐫𝐨𝐜𝐞 nella provincia/periferia di Milano, quella mostrificata da infrastrutture viarie, da logistica, capannoni e insalubri residuati industriali, nella provincia mortificata da asfalto e cemento, da smisurati centri commerciali, insensati poli fieristici. La Terra Trema in 𝐒𝐎𝐒 𝐅𝐨𝐫𝐧𝐚𝐜𝐞 è stata esperienza poderosa, agricolture, vignaioli/e e produttrici/tori hanno portato a Rho le loro pratiche e il confronto con chi è passato/a è stato ancora una volta dirompente. Abbiamo ribadito l’importanza dell’autogestione e la necessità di spazi di autonomia e autorganizzazione. La 𝐒𝐎𝐒 𝐅𝐨𝐫𝐧𝐚𝐜𝐞 non si sgombera.
Lo abbiamo detto, continueremo a seguire questa rotta nomade ed errante, immaginando nuove tappe per la 𝐅𝐢𝐞𝐫𝐚 𝐅𝐞𝐫𝐨𝐜𝐞, ancora spurie, crude, temerarie, orbitanti.
Inaugureremo il 2026 riportando il racconto di vignaiole/i e agricolture nel cuore di Milano, in 𝐂𝐒𝐎𝐀 𝐂𝐨𝐱𝟏𝟖. Stella polare, luogo che per noi è focolare da molto tempo.
Vi aspettiamo. Sarà stella, stellina.

Vignaioli
Abruzzo
Ludovico, Vittorito (AQ)
Alto Adige
Brunnenhof, Egna (BZ)
Friuli Venezia Giulia
Škabar Miloš, Repen (TS)
Zahar, San Dorligo della Valle (TS)
Lombardia
Il Gabbiano, Sondrio (SO)
Marche
Aurora, Offida (AP)
Piemonte
Agricola Garella, Masserano (BI)
Terre di Maté, Pasturana (AL)
Sicilia
Bosco Falconeria, Partinico (PA)
Toscana
Fratelli Barile, Capalbio (GR)
Paterna, Terranuova Bracciolini (AR)
Podere Ranieri, Massa Marrittima (GR)
Sàgona, Loro Ciuffenna (AR)
Sant’Agnese, Piombino (LI)

Birrifici
Lazio
Birrificio della Panchovilla, Casperia (RI)

Agricoltori e Artigiani
Emilia Romagna
Antesica, Langhirano (PR)
Valico Terminus, Ventasso (RE)
Lombardia
Cascina Selva, Ozzero (MI)
Toscana
La Bucolika di Fazzano, Fivizzano (MS)
Trentino
Guà, Cavedine (TN)

PROGRAMMA

Sabato
10 gennaio 2026
Dalle ore 13 alle 22
DEGUSTAZIONI, ASSAGGI, RELAZIONI
Ore 14 Incontro e degustazione
THINK SENAPE
a cura di Giovanni Cervi, Valico Terminus
Ore 15 Incontro
COLTIVARE IL BOSCO
a cura di Stefano Benetti, Guà Forest & Farm
Dj set nel corso della giornata
con Armonika
(Freddy Amoruso | Lester Mann | Simo)

Domenica
11 gennaio 2026
Dalle ore 12 alle 20
DEGUSTAZIONI, ASSAGGI, RELAZIONI
Ore 14 Incontro e degustazione
THINK SENAPE
a cura di Giovanni Cervi, Valico Terminus
Ore 15 Incontro
COLTIVARE IL BOSCO
a cura di Stefano Benetti, Guà Forest & Farm
Dj set nel corso della giornata
con Gianni, Yeye, Kama

Palestina, quale scenario per il futuro? / 20-12-2025

Sabato 20 dicembre 2025
ore 18.00

PALESTINA, QUALE SCENARIO PER IL FUTURO?
ISRAELE STA ANDANDO VERSO LA PROPRIA FINE?

 

 

La “pax Usa” contro i palestinesi, forse, diraderà temporaneamente i bombardamenti su Gaza.
Ma è proprio questa “pace” che, con la connivenza dei governi occidentali (ma non solo),
rende possibile la prosecuzione della pulizia etnica a Gaza, in Cisgiordania, a Gerusalemme.

Quale prospettiva si apre per le masse palestinesi?
Quale percorso può favorire l’affermazione della loro autodeterminazione,
la sconfitta dell’apartheid, della pulizia etnica, dell’oppressione?

 

• Due popoli e due stati o due popoli e uno stato?
• Con le masse arabe e medio orientali o con i governi dei paesi arabi e medio orientali?
• Coinvolgendo o no il proletariato e gli oppositori antisionisti israeliani?
• Una prospettiva nazionalista o una prospettiva anticapitalista e rivoluzionaria?
Ne parliamo con:
Piero Acquilino – Associazione Controcorrente
Piero Favetta – Tendenza Internazionalista Rivoluzionaria
Sandro Moiso – Redattore di Carmilla on line
a cura del
Centro di Documentazione Contro la Guerra
https://centrodidocumentazionecontrolaguerra.noblogs.org/

Con il DDL Gasparri o il DDL Delrio questo incontro sarebbe illegale

Sarà possibile seguire anche online scrivendo a:
centrodocumentazionecontrolaguerra@inventati.org

 

Il grande gioco / 17-12-2025

Mercoledì 17 Dicembre alle ore 21.00
@CSOA Cox18, via Conchetta 18, Milano
Presentazione e proiezione del film: IL GRANDE GIOCO / il rovescio delle medaglie olimpiche
Film della Rete Collettiva C.I.O.

 

Mentre Milano e Cortina si preparano a ospitare i tanto celebrati Giochi Olimpici Invernali del 2026 sbandierando valori come sostenibilità e cooperazione, una rete di attivistə si batte nei territori per spiegare come in realtà in questo grande evento vinca solo il business di pochi: una città che grazie alle Olimpiadi attira enormi flussi di capitali internazionali che rendono sempre più costoso e difficile viverci; che smantella lo sport pubblico in favore di investimenti sportivi a beneficio dei privati (che in realtà sportivi non sono, ma a beneficio dei privati sicuramente sì); che esporta anche nei delicati ecosistemi montani il suo modello di sviluppo (quello dell’iper-turismo legato allo sci alpino) miope perché i cambiamenti climatici lo hanno reso senza futuro, predatorio e distruttivo di risorse ambientali.

Anche se nessuno ha mai chiesto alle comunità interessate cosa pensano di queste Olimpiadi e se sono disposte a ospitarle nei propri territori, queste comunità hanno deciso di non essere più spettatori passivi e di partecipare al grande gioco olimpico. Da questa esperienza nasce il film documentario Il grande gioco. Il rovescio delle medaglie olimpiche, che racconta la battaglia della rete C.I.O. contro la gigantesca macchina retorica di Milano-Cortina 2026. Pensato come un film diviso in tre atti (o ”round” di una partita), ciascun “round” affronta un tema specifico: nel primo il campo di gara è quello cittadino, e più precisamente lo spicchio di città che va dallo Scalo Romana, dove si trova il villaggio olimpico, fino al quartiere di Corvetto. Qui si gioca la partita sociale più importante, fra render di nuovi e lussuosi progetti abitativi e pulsioni speculative e securitarie che mirano ad allontanare i vecchi abitanti. Il secondo round si concentra sullo sport, con l’utopico-ma-non-troppo obiettivo di riprenderci la città attraverso la pratica di uno sport popolare, inclusivo e dal basso che sconfessi quel modello di privatizzazione sportiva portato avanti dalle Olimpiadi. Mentre nel terzo e ultimo round il campo di gara si sposta in montagna, uno scenario in cui gli e le attivistə dei C.I.O. sono impegnati nel tentativo di cancellare le tracce di uno sviluppo cementizio e divoratore di risorse (gli impianti abbandonati di Cesana Torinese e Pragelato per le Olimpiadi di Torino 2006 ci ricordano qualcosa?) per restituire alla montagna il suo scenario migliore, e poi provare a immaginare insieme un futuro che sia finalmente alla nostra e alla sua portata.

Il progetto di documentario Il grande gioco nasce come laboratorio collettivo all’interno della rete di C.I.O. È un progetto durato circa due anni, totalmente autofinanziato, e composto da filmmakers, lavoratorə, ricercatorə e studentə universitariə. La particolarità del progetto – che lo differenzia dagli altri approfondimenti giornalistici sul modello dei grandi eventi olimpici – è che si tratta di un racconto fatto dall’interno e in presa diretta di un percorso politico in costruzione, con tutte le difficoltà e le incertezze che questo porta con sé.È un modo di fare cinema che parte dal basso, che ci vede allo stesso tempo “partecipanti” e narratori, e che per questo necessita di una presenza costante sul territorio e di un continuo processo di riflessione e confronto con la realtà rappresentata. Il laboratorio si è occupato in modo condiviso di tutte le fasi: ricerca, scrittura, riprese e montaggio secondo principi di orizzontalità e inclusione.
Per tuttə, è un atto di fede nel potere dell’immaginazione e nell’intelligenza collettiva.